Pietra. Acqua. Luce
"E affinché la pietra possa lusingare il corpo umano, la si deve riscaldare in modo che al tatto risulti come riscaldata dal sole. E si deve lasciar agire la pietra come massa, non imporle troppe forme architettoniche e visioni scultoree, ma lasciare che creca e si plachi, perché diventi presente come pietra e possa dispiegare il suo effetto sul nostro corpo.
Quanto più ci siamo fidati della pietra, abbiamo lasciato che svolgesse il ruolo principale, tanto più essa ha iniziato a mostrare le sue finezze, le sue decorazioni e la sua struttura, la sua bellezza"
Peter Zumthor Therme Vals, Verlag Scheidegger & Spiess, pag. 140
"Così, il lavoro di progettazione architettonica è stato sempre anche un lavoro di riflessione sulla cultura del bagno. L'architettura che abbiamo sviluppato passo per passo ci ha ispirato a vedere in modo nuovo l'esperienza del bagno, a trovare nuove offerte e nuove forme, a lasciar perdere determinate cose, a ritornare alle forme originarie. Il confronto con la cultura del bagno ha influenzato al rovescio la nostra architettura. Accompagnati dal gruppo di cittadini di Vals, responsabile della costruzione per conto del comune, abbiamo percorso questa strada con una certa apertura e una certa radicalità“.
Peter Zumthor Therme Vals, Verlag Scheidegger & Spiess, pag. 90
Un inno della luce
"Le terme di Vals sono il capolavoro di Peter Zumthor. La premiata architettura è anche un luogo di illuminazione, proprio perché rende omaggio all'ombra.
I blocchi sono stati realizzati creando strati di 60.000 lastre di gneiss di Vals, formata 50 milioni di anni fa a 500 gradi e 15 kilobar, quindi spezzato, rotto, fresato, a volte bocciardato, molato o levigato. Pavimenti e vasche sono quindi fatti di questa pietra grigio-verde con inserti bianchi che ti guardano come occhi, i pannelli da soffitto sono realizzati in cemento, i locali soltanto in pietra, acqua e luce. (...) Le sottili fessure, di soli 6 centimetri, tagliano un'affilata rete di luci nel tetto e nella sua copertura. Conferiscono una struttura alla chiusura superiore della stanza, mostrando anche agli ospiti del bagno dove il locale continua lateralmente, supportando così l'immaginazione dello spazio dell'architetto, che ha sempre visto il suo bagno come un continuum spaziale, da vivere come un tutt'uno, pur non vedendolo subito interamente".
Axel Simon, supplemento a Hochparterre 3/2010 „Steinbad, Sonnenspiel und Himmelsscheibe – Der Tageslicht-Award 2010“ [Bagno in pietra, gioco di luce e dischi al cielo – Il Tageslicht Award 2010]